Conosci i Tuoi Numeri, Conosci Te Stesso

Platone
Platone

“La scienza dei numeri non dovrebbe essere usata solamente per comprare e vendere, ma per facilitare le energie della stessa anima”.

Platone – Repubblica

La numerologia, o scienza dei numeri, è lo studio dei significati simbolici dei numeri, come le cifre di una data di nascita o del nome personale, per evidenziare la loro presunta influenza sulla vita e sui cicli dell’individuo.

I numeri sono importanti perché sono il linguaggio della natura e ognuno di essi porta un significato ed un senso specifici in quanto costituisce l’espressione della consapevolezza e dell’energia che manifesta ogni cosa nell’universo.

Pitagora, uno dei grandi padri della numerologia, vissuto nel V secolo AC, credeva che i segreti dell’universo fossero nascosti nei numeri e che, per decifrarli, si dovesse comprendere il dispiegarsi del movimento di energia e consapevolezza della sequenza di numeri da uno a nove.

Pitagora
Pitagora

Insegnò che quest’alta scienza era stata rivelata agli uomini da “divinità celesti”, quegli uomini simili a Dei che erano gli Istruttori Divini della Terza Razza e, per tale ragione, era inizialmente insegnata e nota solo ad adepti scelti ai Misteri.

Pitagora credeva che lo studio della matematica e dei numeri potesse convertire l’anima dal mondo dei sensi alla contemplazione dell’eterno. Nei suoi insegnamenti distinse l’anima dal corpo, soma, considerato una prigione, sema, poiché l’anima immortale passa attraverso cicli d’incarnazione nella nascita e rilascio del corpo alla morte (metempsicosi), assumendo forme fisiche diverse.

Mentre dissertava di quest’antica scienza nel suo libro Repubblica (Libro VII), Platone affermò che “l’anima, attraverso queste discipline, ha un organo purificato ed illuminato, un organo che è meglio salvare più di diecimila occhi corporei, poiché la verità diviene visibile solo attraverso di esso”.

In seguito, Giamblico, il maggior esponente del Neoplatonismo siriano, nella sua opera Vita di Pitagora, confermò la credenza di Platone che lo studio della scienza dei Numeri ha la capacità di risvegliare “l’occhio della saggezza”, l’organo nel cervello oggi noto come ghiandola pineale.

Lo psicologo Carl Jung (1875-1961) disse che, a livello psicologico, i numeri sono produzioni spontanee dell’inconscio, un archetipo dell’ordine che è divenuto conscio:

“Il numero aiuta più di qualunque altra cosa a portare ordine nel caos delle apparenze. È lo strumento predestinato a creare ordine, o per apprendere una disposizione regolare o “ordinatoria”. Può ben essere l’elemento più primitivo dell’ordine nella mente umana vedere che i numeri da 1 a 4 ricorrono con la frequenza più elevata e possiedono l’incidenza più alta. In altre parole, gli schemi primitivi dell’ordine sono principalmente le triadi o tetradi.

Carl Jung
Carl Jung

Che i numeri abbiano una funzione archetipica non è certo una mia congettura, ma quella di certi matematici, come vedremo oltre. Non è pertanto una conclusione così audace definire il numero a livello psicologico come un archetipo dell’ordine che è divenuto coscio. In modo abbastanza singolare, le immagini psichiche della totalità che vengono spontaneamente prodotte dall’inconscio, i simboli del sé nella forma del mandala, possiedono anch’essi una struttura matematica. Essi sono come regola le quaternità (o loro multipli).

Queste strutture non solamente esprimono ordine, ma, allo stesso modo, lo creano. Ecco perché appaiono generalmente in momenti di disorientamento psichico per compensare uno stato caotico o come formulazioni di esperienze noumeniche.

Deve pertanto essere nuovamente enfatizzato che non si tratta di invenzioni della mente conscia, ma di prodotti spontanei dell’inconscio, com’è stato sufficientemente mostrato dall’esperienza. Naturalmente la mente conscia può imitare questi schemi di ordine, ma tali imitazioni non provano che gli originali siano invenzioni coscienti.

Ne consegue inconfutabilmente che l’inconscio usa il numero come un fattore d’ordine”.  da Sincronicità come principio di nessi acausali

Tutto nell’universo vibra in una propria frequenza specifica e trovare il ritmo di tale vibrazione può aiutare a stabilire le qualità e le energie ad esso associate. Applicando i principi e i concetti di quest’antica scienza dei numeri, possiamo penetrare i misteri celati dietro il viaggio dell’anima attraverso i cicli della propria esistenza, la sua personalità, i punti di forza, i talenti e doni, le sfide, i desideri interiori e le scelte di vita, le risposte emotive e la sua relazione con il mondo.

Numeri e Cicli
Numeri e Cicli

Il tema numerologico offre un ritratto dettagliato della vita della persona, evidenziando i diversi aspetti del nostro essere e come essi si combinino per creare la persona che siamo e la vita che viviamo.

Ci presenta la possibilità di ottenere il meglio dai nostri punti di forza e ci insegna ad avere fiducia nel viaggio in cui siamo, connettendoci con livelli d’intuizione e saggezza molto profondi.

Utilizzando solo il nome e la data di nascita come dati di base, possiamo calcolare e determinare le maggiori frequenze sia di noi stessi che degli altri, fornendo informazioni significative sul viaggio di ogni individuo nel momento presente.

“Lettere e nomi non sono solo mezzi convenzionali di comunicazione. Sono molto di più. Ognuno di essi rap-presenta una concentrazione di energia ed esprime una ricchezza di senso che non può essere tradotta nel linguaggio umano”. G. Scholem – La Kabbalah e il suo Simbolismo

Per poter conoscere di più su questa antica scienza, vi invitiamo a visitare la nostra sezione Numerologia Esoterica. Per informazioni sul seminario di Fondamenta in Numerologia, per favore, consultate la nostra pagina Eventi/Corsi.

Per un consulto individuale, contattatemi personalmente all’indirizzo: cristianacaria@gmail.com

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3 thoughts on “Conosci i Tuoi Numeri, Conosci Te Stesso

  1. La sentenza “Conosci te stesso” e indubbiamente connessa al tempio di Apollo a Delfi. Sul suo significato gli studiosi, anche se con alcune differenze, concordano sul fatto che con questa sentenza Apollo intimasse agli uomini di «riconoscere la propria limitatezza e finitezza».

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